L’ospedale degli Innocenti di Firenze

DOWNLOAD PDF

L’ospedale degli Innocenti di Firenze
a cura di Marco Mulazzani
Electaarchitettura

La fabbrica brunelleschiana gli Innocenti dal quattrocento al Novecento  il Museo


DENTROCASA n. 204

DOWNLOAD PDF

DENTROCASA
Contaminazioni eclettiche
Ph.  Michele Biancucci

testo Edda Giancola

 

Una casa non vive una, ma molte vite.
Adagiata sui verdeggianti declivi del Chianti
aretino, questa abitazione ci accompagna
in un inconsueto viaggio tra vecchio e nuovo.

Attraversando le colline del Chianti si incontrano
cipressi, olivi e naturalmente viti a creare un’indimenticabile
cornice al paesaggio, che funge da sfondo ad antiche pievi,
case coloniche in pietra e prestigiosi castelli.
Ne è un esempio il vecchio cascinale illustrato nelle pagine a
seguire, dove in un meticoloso lavoro di “sottrazione”, risanamento
conservativo e ricerca di equilibrio, prende vita una nuova
dimensione abitativa.
“La prima volta che sono entrato in questa casa – spiega il progettista
Ugo Dattilo dello studio Eutropia di Firenze – ho percepito
che esisteva una complessità spaziale che era stata intrappolata
dagli interventi precedenti e aspettava solo di essere risvegliata”.
Evitando così il ricorso ad un facile mimetismo, la scelta progettuale
ha optato per una voluta ed efficace contrapposizione tra la
memoria architettonica e la contemporaneità.
La struttura è compatta, giocata sul contrasto tra gli elementi
costruttivi della tradizione, come i possenti muri in pietra e le
antiche travi lignee, accostate ad un taglio asciutto e geometrico
dato dall’ampio utilizzo di vetro, cor-ten e resina.
Il nuovo assetto planimetrico ha una pianta aperta, spazi fluidi
che ingannano le altezze consentendo allo sguardo di spaziare
libero senza interruzione alcuna.
Il vetro corrisponde ad un elemento decisamente neutro, che si
accosta con sobria eleganza favorendo una ideale penetrazione
tra ambiente esterno e architettura; così un “pezzo” di Toscana
si trasferisce negli spazi indoor accompagnato da una importante
luce naturale che, scivolando sulle asperità della pietra e insinuandosi
nei solchi del legno, crea suggestivi effetti scenici.
L’intervento ha rispettato le differenze cromatiche e materiche,
oggi legate strutturalmente ma formalmente disomogenee; in
queste diversità la casa appare ricercata e rispettosa e si dichiara
l’intento di contaminare la tradizione.