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INSIEME
Tutti casa e lavoro

testo di Chiara Amati
Ph. Betty Colombo

Sei compagni di viaggio, quattro figli, un cane
e uno studio che ospita tutti, giocattoli compresi.
L’inedita storia di una “parafamiglia” coi fiocchi
Università dove insegnano; nei
fine settimana, quando possibile,
in giro per l’Italia. Mai però
avrebbero pensato di diventare
genitori in simultanea. «Tutto è
successo tra giugno e settembre
del 2016 quando sono arrivati tre
bimbi. Amedeo, il primogenito di
Vale e Luca. Giovanni, il nostro
secondo bambino. Alice, figlia di
Matteo e Caterina. Per la cronaca:
pur essendo architetto per conto
proprio, Caterina è vittima del
nostro “irrinunciabile sistema
familiare”. S’è fatta tirare dentro
affettivamente e adesso non la
molliamo! Resiste solo Noris,
compagna di Jacopo, ma solo
perché fa l’avvocato. Intanto è
nella nostra orbita gravitazionale:
questo ci fa stare bene».
Proprio in studio perché è
là, tra tavoli da disegno e progetti di
architettura, che i bimbi si cimentano
nei loro primi vocalizzi e dispensano
sorrisi. «Il 2016 è stato magico, ma
anche faticoso», rivela Antonella.
«Abbiamo vissuto la maternità come
tre sorelle: ci siamo confrontate e
sostenute. I nostri uomini hanno
fatto la loro parte, egregiamente.
Poi, a un tratto, dovevamo tornare
tutte al lavoro. Quando svolgi una
libera professione, non c’è pausa che
tenga. Che fare? Ci siamo guardate
e: “Ce li portiamo in studio”. Così
abbiamo adibito una saletta a nursery,
assoldato una baby sitter et voilà: il
ritorno si è rivelato meno difficile».
Almeno agli inizi, quando tutto pare
perfetto. Colleghi e genitori sempre
insieme nello stesso spazio vitale,
con l’opportunità di staccare le mani
da un progetto, prendere una pausa
per andare a consolare il pianto dei
bimbi, allattarli, cambiare il pannolino.
L’ideale per una mamma che lavora…
«Poi, però, come in tutte le famiglie, ti
trovi a dover ristabilire gli equilibri che
l’arrivo di un bebè mina», ammette
Antonella. «Non eravamo più solo
lavoratrici, ma mamme con esigenze
ben specifiche da soddisfare, anche
a scapito del lavoro. Che ricadeva sul
resto del gruppo. Ci siamo confrontati
e abbiamo affrontato le tensioni che,
via via, ci si presentavano. Eh sì,
siamo anche arrivati a litigare, ma i
nostri legami sono sempre stati così
forti da permetterci di andare oltre.
Ogni volta più uniti di prima. Adesso
che abbiamo ripreso il passo, fila
tutto come l’olio anche per Noris e
Jacopo che, per essere certi di capire
il bailame in cui si sono trovati, hanno
preso Ibla, uno splendido cane».
Si resp ira amore in “casa
Eutropia”. «Siamo una piccola
comunità, una sorta di rete emotiva
e sociale che ci aiuta a vivere meglio
la famiglia e la coppia», conclude
Antonella. «Come ci vediamo tra
qualche anno? Con la voglia di dare
il meglio gli uni agli altri, con onestà e
correttezza reciproche. Come accade
ora. Se poi ci fosse qualche bimbo
in più… Noi abbiamo dato!».
Chi ha orecchie per intendere…