LA VERSILIA DI FRANCESCO TOMASSI

Architetti del Novecento

«Francesco Tomassi in Versilia: per me, che critico d’architettura certo non sono, questo tema evoca soprattutto la Cittadella del Carnevale, anzi un momento molto speciale che vi ho vissuto: il 3 settembre 2003, quando in quel complesso da Tomassi progettato e costruito si svolse la cerimonia del Premio Viareggio, che per la saggistica fu assegnato quell’anno al mio Italia S.p.A. L’assalto al patrimonio culturale (Einaudi). Presidente della giuria e del Premio era allora, e per l’ultima volta, Cesare Garboli, che riuscì ad esser

presente nonostante i già gravi problemi di salute (sarebbe morto qualche mese dopo). E Garboli volle che sullo scenario del Premio figurasse un dipinto cdi Francesco, La casa di Cesare discreta allusione autobiografica del grande critico che si sapeva sulla soglia della morte.»

Salvatore Settis

Casa editrice:  Edifir
Tipologia di intervento:  Monografia
Anno:  2020

«In quel settembre 2003 a Viareggio, grazie a Garboli, il Tomassi architetto della Cittadella del Carnevale e il Tomassi pittore della Casa di Cesare fecero da cornice, stimolo, innesco a uno dei maggiori premi letterari d’Italia. Ma anche negli ultimissimi quadri di Francesco Tomassi, che Cesare non può vedere, vibra, all’unisono con la sua, l’anima di quel grandissimo narratore e critico che fu l’amico scomparso nella pianura proibita: una presenza che, lo scrive Tomassi nella premessa al catalogo di Miti senza fede, “ancora oggi invade la mia vita”.»

Salvatore Settis

COLORE | VUOTO | STRADA

«Ritengo che la bellezza non sia una qualità che si aggiunge al termine del progetto, come un rossettosulle labbra di una donna, ma rappresenti lo “splendore della verità” e come questa, varia neltempo e nei luoghi, ma ha sempre la forza di emozionare e di stupire.»

OSTINATO RIGORE